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Il Gomasio: l’Alternativa al sale in Cucina

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Sappiamo tutti che in cucina andrebbero limitate le quantità di sale. E’ stato infatti accertato da tempo che un consumo eccessivo di sale può creare seri danni alla nostra salute, visto che favorisce l’insorgenza di alcune patologie all’apparato cardiovascolare, l’ipertensione arteriosa, e non ultima anche la formazione dell’odiata pelle a buccia d’arancia. Ma rinunciare al sale è davvero dura, visto che insaporisce qualsiasi tipo di cibo. Quella che però vogliamo farvi scoprire, qualora non la conosciate già, è una valida alternativa al sale, il cui nome è gomasio.

Il gomasio è un condimento che proviene dal Giappone, il cui sapore lo rende un ottimo sostituto dei magici granelli bianchi dei mari che danno gusto ad ogni pietanza. Esso è un mix di semi di sesamo e sale marino, ed infatti il suo nome viene proprio dall’assemblaggio delle due parole giapponesi goma e shio, che in italiano stanno a significare rispettivamente semi di sesamo e sale. La buona notizia è che non solo il gomasio rende più buone le nostre ricette ma è particolarmente salutare. Il gomasio infatti gode di tutte le proprietà benefiche del sesamo: è pieno di calcio e quindi ci aiuta a contrastare l’osteoporosi, è ricco di vitamine dei gruppi B, D, E, rafforza le nostre difese immunitarie, ci aiuta a migliorare la concentrazione e la memoria.

Il gomasio possiamo preparalo anche noi a casa nostra, attraverso un procedimento abbastanza facile e veloce. Anche se i giapponesi utilizzano come da tradizione un mortaio e un pestello di legno, vi suggeriamo una modalità di preparazione per il gomasio ancora più semplice e rapida: basta acquistare dei semi di sesamo e del sale marino integrale e versarli in un mixer o in un frullatore. La polvere ottenuta potete conservarla in un barattolo di vetro in frigorifero per circa una settimana. Usate il gomasio per le minestre, l’insalata, il pesce, la carne, ma ricordate che per usufruire pienamente dei suoi vantaggi è meglio aggiungerlo agli alimenti a crudo.

Fonte immagine: paperblog.com

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