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Shock Anafilattico: cosa fare?

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Oggi vi parliamo dello shock anafilattico, un evento che si presenta all’improvviso e in alcuni casi può mettere addirittura in pericolo la vita della persona che ne è colpita. Per questo vi vogliamo mettere in guardia, suggerendovi come riconoscere e cosa fare in caso di uno shock anafilattico.

Innanzitutto, è necessario ricordarvi che si definisce shock anafilattico una reazione improvvisa caratterizzata dai seguenti sintomi: la pressione si abbassa, si avverte un senso di formicolio e di calore, il respiro diventa difficoltoso, si è inoltre colpiti da prurito alla lingua, asma, vomito o diarrea. A scatenare tutto ciò sono frequentemente le punture di vespe, api o calabroni, il consumo di alimenti o farmaci a cui ci si scopre essere allergici.

Fatta questa necessaria premessa, possiamo passare a indicarvi come agire di fronte ad uno shock anafilattico. L’intervento immediato è importantissimo per scongiurare complicazioni. Ovviamente la prima cosa da fare è di allertare subito i soccorsi sanitari, ma nell’attesa del loro arrivo il soccorritore può fare molto. Per prima cosa bisogna mettere la vittima in una posizione specifica, che viene detta di Trendelenburg. Questa consiste nel disporre il malcapitato in posizione supina con le gambe sollevate, magari poggiandole ad una sedia o ad una parete, facendo in modo che la testa sia più in basso del bacino e delle ginocchia. L’importanza di tale posizione sta nel fatto che essa favorisce il ritorno venoso al cervello e al cuore.

Se la persona colpita da shock non riesce a respirare regolarmente non bisogna sollevargli la testa tramite cuscini o altri oggetti, né offrirgli liquidi o somministrargli medicinali. Se la causa dello shock è una puntura d’ape si consiglia di non estrarre il pungiglione con le dita ma piuttosto di raschiarlo con un’unghia. I soccorsi, appena arrivati, interverranno con l’adrenalina, che viene somministrata via endovenosa e che in questi casi agisce come farmaco salvavita.

Fonte immagine: tantasalute.it

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